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Anteprima di stampa

Numero d'incarto: 15.1996.6
Data decisione, Autorità: 22.02.1996, CEF


 



 

 

 

Incarto n.
15.96.00006

Lugano

22 febbraio 1996

/FC/kc

 

In nome
della Repubblica e Cantone
del Ticino

 

La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

 

 

 

composta dei giudici:

Cometta, presidente,
Pellegrini e Zali

 

 

segretario:

Baur Martinelli, vicecancelliera

 

 

statuendo sul reclamo 16 gennaio 1996 di

 

 

__________

(patrocinata dall’avv. __________)

 

 

contro il provvedimento 8 gennaio 1996 dell'avv. __________ e di __________, agenti nella loro qualità di amministrazione speciale del fallimento __________, in materia di modalità di vendita a trattative private;

 

 

viste le osservazioni 23 gennaio 1996 dell'amministrazione speciale del fallimento;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                A.      __________ in fallimento e __________ hanno stipulato il 31 gennaio 1995 un contratto di licenza con costituzione di diritto di acquisto su marchio che avrebbe consentito alla qui reclamante di acquisire il marchio per Fr. 750'000.-- entro il 30 settembre 1995, termine poi prorogato fino al 31 ottobre 1995.

 

 

                               B.      Il 28 settembre 1995 __________ ha reso noto all'amministrazione speciale del fallimento che "il prezzo d'acquisto di Fr. 750'000.-- appare oggi manifestamente sproporzionato, addirittura assurdo, in considerazione dei poveri risultati commerciali raggiunti", formulando poi il 10 novembre 1995 una nuova offerta di Fr. 30'000.--.

 

 

                               C.      Con circolare 7 dicembre 1995 l'amministrazione speciale del fallimento ha sottoposto l'offerta per ratifica a tutti i creditori, fissando un termine perentorio scadente il 31 dicembre 1995 per formulare una loro proposta di acquisto del marchio __________ "indicando il prezzo offerto e le modalità di pagamento. In simile evenienza la scrivente Amministrazione fisserà a tutti gli offerenti un nuovo termine perentorio per formulare l'offerta definitiva, atteso che la delibera avverrà a favore di chi avrà formulato il prezzo più elevato".

 

 

                               D.      L'8 gennaio 1996 l'amministrazione fallimentare speciale ha reso noto a __________ che "ci sono pervenute altre offerte per il ritiro del marchio __________ ": di conseguenza veniva fissato "il termine perentorio scadente il 19 gennaio 1996 per formulare l'offerta definitiva".

 

 

                               E.      Con lettera 12 gennaio 1996 __________ ha chiesto all'amministrazione fallimentare speciale, invano, "il nominativo degli altri offerenti e l'ammontare delle loro singole prime offerte".

 

 

                               F.      Con reclamo 16 gennaio 1996 __________ ha chiesto sia ordinato all'amministrazione fallimentare speciale di comunicare il nominativo dei terzi offerenti e l'ammontare delle loro prime offerte di prezzo, protestate spese e indennità.

 

 

                               G.      Con osservazioni 23 gennaio 1996 l'amministrazione speciale del fallimento ha chiesto la reiezione del gravame, pure con protesta di spese e indennità.

 

 

                               H.      Delle argomentazioni delle parti si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato

 

 

in diritto:              1.      I beni appartenenti alla massa sono venduti per cura dell'amministrazione ai pubblici incanti o, se i creditori lo deliberano, a trattative private (art. 256 cpv.1 LEF).

                                         Anche altri diritti, quali quelli immateriali, marchio __________ compreso, possono essere oggetto di vendita a trattative private (cfr. Franco Lorandi, Der Freihandverkauf im schweizerischen Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, Berna-Stoccarda-Vienna, 1994, p.304).

                                         Le modalità di vendita possono essere fissate anche in via di circolare, a patto che siano redatte in termini univoci (cfr. sentenza 25 agosto 1976 dell'Autorità di vigilanza del Cantone Basilea-Città, in: BlSchK 1979 p.184-185).

 

 

                               2.      Il principio della par condicio creditorum è criterio guida nella determinazione delle modalità di vendita. La sua attuazione si materializza nel diritto di ciascuno, in linea di principio e secondo precisi limiti temporali, di formulare un'offerta maggiore, nell'interesse di tutti i creditori di ottenere il maggior importo di aggiudicazione (DTF 106 III 82 cons.4, 101 III 57, 88 III 40, 63 III 87 e 50 III 67).

 

 

                               3.      Nel caso di specie, l'amministrazione speciale del fallimento ha fissato il diritto di rilancio senza indicare l'importo da superare e chi ha formulato le offerte. Per il reclamante siffatto modus operandi non è nell'interesse dei creditori e viola il principio della parità di trattamento.

 

                                         a)     Il diritto al rilancio presuppone - per il massimo d'efficacia - che tutti sappiano l'offerta maggiore che è stata formulata, per poterla superare. Non occorre invece e sarebbe anzi controproducente che siano noti i nomi degli offerenti e gli importi offerti: infatti, quantità e qualità delle offerte - se note in tutti i loro aspetti - potrebbero indurre ad accordi tra coofferenti nel loro esclusivo interesse per acquistare al minor prezzo possibile.

 

                                         b)    Per non protrarre ad calendas l'iter di vendita (cfr. Lorandi, op. cit., p.57), l'amministrazione fallimentare speciale comunicherà entro dieci giorni a tutti gli offerenti che entro il termine perentorio di dieci giorni dovranno formulare la loro ultima offerta, ritenuto che dovrà essere superiore alla massima sin qui formulata, di cui dovrà essere indicato l'importo.

                                                 Non dovranno invece essere comunicate le generalità delle persone fisiche e le ragioni sociali delle persone giuridiche offerenti, per evitare l'illecito pactum de non licitando sanzionabile anche in sede di vendita a trattative private (sulla nozione, cfr. DTF 82 II 23).

 

 

                               4.      Il reclamo di __________ va pertanto parzialmente accolto.

                                         Non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68 cpv.2 OTLEF), contrariamente ai petita partium, perché così imposto per normativa di diritto federale.

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 17 e 256 cpv.1 LEF,

 

 

pronuncia:           1.      Il reclamo 16 gennaio 1996 __________ è parzialmente accolto.

 

                             1.1      L'amministrazione fallimentare speciale fisserà entro dieci giorni a tutti gli offerenti un termine perentorio di dieci giorni per formulare la loro ultima offerta, ritenuto che dovrà essere superiore alla massima sin qui formulata, di cui sarà indicato l'importo.

 

                             1.2      L'amministrazione fallimentare speciale non deve rendere note le generalità e le ragioni sociali degli offerenti.

 

                               2.      Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                               3.      Intimazione:   

                                         -     __________

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                     La segretaria



Ultimo aggiornamento: 23.04.2018   |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster